Si avvicina la data del 4 dicembre e i dibattiti fra fautori e detrattori della riforma costituzionale, sulla quale saremo chiamati a pronunciarci, si susseguono a ritmo incalzante, nella generalità dei casi coloro che si esprimono in modo contrario lo fanno in maniera argomentata e puntuale, mentre i sostenitori del sì si limitano a ripetenere fino allo stremo quelli che ritengono i punti di forza della loro propaganda.
Agiscono adottando una classica tecnica di persuasione utilizzata nelle campagne pubblicitarie, esprimersi attraverso semplici slogan, che solletichino i bisogni e gli istinti dell’ ascoltatore e lo inducano ad accettare in maniera acritica la tesi offerta. Dire poche cose, offrirne una veduta parziale e circoscritta, che sia in grado di mascherarne la falsità e ripeterle all’ infinito, questa è la tecnica adottata da questi imbonitori. In un contesto caratterizzato da malcontento e disprezzo nei confronti delle istituzioni e da una persistente crisi economica, i promotori di questa riforma sono riusciti abilmente ad includere uno di questi slogan nel questito referendario e molti elettori dinanzi alla affermazione circa la “la riduzione del numero dei parlamentari” e del “contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni” saranno naturalmente tentati ad esprimere il loro assenso. Le parole risparmio e riduzione dei costi riecheggiano quindi ininterrottamente ed indipendentemente dall’ identità del sostenitore del sì. E’ indubbio che la riforma istituzionale comporterà un risparmio rispetto alle retribuzioni dei senatori e ad altri costi accessori, ma ci chiediamo questo rappresenterà un vero vantaggio o risparmio per la collettività? Anche considerando unicamente l’ argomento della vile pecunia, è realmente per noi vantaggioso approvare questa riforma? Per rispondere a queste domande potremmo riferirci ad una situazione comune e assimilabile, infatti la maggioranza di coloro che possiede un immobile delega a rappresentarlo un amministratore, ebbene se un amministratore che avesse dato prova di incompetenza o disonestà ci proponesse di rinnovargli l’ incarico riducendo il suo corrispettivo lo faremmo? Difficilmente in quanto siamo consapevevoli che a fronte di un risparmio di poche centinaia di euro saremmo penalizzati per migliaia, a causa di somme fraudolentemente distratte, fatture artificiosamente gonfiate e danni causati dalla sua negligenza o incompetenza. Se poi lo stesso ci proponesse, in nome di una presunta efficienza e rapidità decisionale, di ridurre gli spazi e le occasioni di comune partecipazione, annullando le tediose riunioni condominiali ed autorizzandolo ad assumere qualsiasi decisione o provvedimento lo faremmo? Probabilmente no in quanto siamo consapevoli che le decisioni vanno ponderate ed assunte in piena consapevolezza e con la più ampia partecipazione possibile, in quanto si ripercuotono a lungo sulla vita e sugli interessi dei condomini. Come il risparmio anche la velocità, si connota per il suo valore relativo anziché assoluto e non può divenire un fattore preponderante di discrimine nelle nostre decisioni. In nome di una presunta velocizzazione della approvazione di una legge non possiamo quindi comprimere gli spazi di partecipazione e di democrazia e delegare un singolo partito, magari espressione di una esigua minoranza, a rappresentare senza limitazioni e contrappesi le istanze e gli interessi di un intero paese. Fonti ufficiali hanno calcolato il risparmio che deriverebbe dalla approvazione della riforma costituzionale in circa 50 milioni di euro, questa cifra appare ingente, ma è irrisoria rispetto al bilancio di uno stato, è stato più volte sottolineato che rappresenta il costo di un caffe cadauno all’ anno e a questo proposito suggerisco un esempio, immaginiamo quindi che un cordiale barista promotore del sì, ci offra un buon caffè chiedendoci di appoggiare e sostenere la riforma costituzionale, ringraziamo ed indecisi rispetto al quesito referendario, ci apprestiamo a compiere le nostre consuete attività giornaliere, ci fermiamo a fare benzina e mentre il benzinaio ci rifornisce riflettiamo sul fatto che gran parte di quello che ci costerà il rifornimento sarà introito per lo stato, prima di recarci al lavoro ci fermiamo alle poste per pagare una bolletta e mentre facciamo la fila riflettiamo su fatto che fra IVA, imposte ed accise una parte consistente della nostra bolletta è costituita da tasse, mentre paghiamo tramite la nostra carta di credito ci sovviene che anche il conto corrente ci costa molto fra tasse ed imposte e così ogni singolo aspetto della nostra vita è caratterizzato da somme ed esborsi la cui gestione in gran parte dipende dall’ assetto istituzionale e da coloro che la rappresentano. Ripassando in prossimità del bar decidiamo di entrarvi per pagare il caffè offerto e sentirci liberi di decidere rispetto al sistema governativo ed elettorale che meglio sia in grado di amministrarci e rappresentarci. Se analizziamo bene il contenuto della riforma e l’ operato di coloro che ce la propongono e che con tanto sospetto fervore la caldeggiano questo equivale ad esprimere un sonoro NO Di Francesco Rodolfo
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Lei ha perfettamente ragione.Purtroppo perchè un imbroglio funzioni bisogna essere in due.Chi lo fa e chi se lo fa fare.Vedremo lunedì come si distribuiscono i furbi ed i fessi nel corpo elettorale della Repubblica.Mi permetta di aggiungere una riflessione al suo ragionamento.E.Scalfari,dimessi per qualche giorno gli abiti pontificali,ha indossato stamattina l'uniforme da generale.Indispensabile per argomentare una complessa analogia tra Renzi-Wellington,Prodi-Blucher e Grillo-Bonaparte.Il tutto sullo sfondo fatale di Waterloo,a poca distanza da Bruxelles.La ricostruzione scalfariana è quanto di più pedestre e scolastico si possa immaginare a proposito della famosa battaglia,della sua dinamica e delle analogie che se ne possono trarre.
Lei ha una mente sistematica e probabilmente coltiva anche la storia militare.Converrà dunque che Blucher-Prodi che arriva in soccorso di Renzi-Wellington mentre Grouchy tarda a comparire è una bufala.L'ennesima.Le cose andarono in tutt'altro modo.Napoleone,quello vero,disprezzando il suggermento di Soult (che conosceva bene Wellington ,avendolo combattuto in Spagna),si intestardì ad attaccare frontalmente lo schieramento inglese attestato ad Hougoumont.Invece di aggirarlo.Gli inglesi schieravano in quel punto truppe valorosissime:il 3 reggimento Guardie ed i famosi Coldstreamers.I francesi non passarono,ebbero ingenti perdite e,soprattutto,compromisero i tempi dello svolgimento tattico della manovra.Se avesse ascoltato Soult Napoleone avrebbe fatto molto meglio.Come avrebbe fatto meglio il generale Lee,a Gettisburgh,accogliendo il punto di vista di Longstreet:simile,nelle mutate circostanze,a quello espresso da Soult.Grouchy,come tutti gli storici ormai concordano,non poteva far nulla perchè la fesseria più grande l'aveva già fatta Napoleone.Essendo a mia volta un convinto assertore del NO,tendo ad identificare Renzi con Napoleone.Prodi-Blucher,con buona pace di Scalfari,non sarà decisivo nemmeno questa volta.Tocca a noi assumere il ruolo onoratissimo dei Coldstreamers.Abbiamo solo da guadagnarci.