Sta tranquillo, morrai anche tu! Penseranno i lettori, ma hanno torto; certo morirò anch’io, e anche prestino, visto che ho 70 anni, ma il funerale a Cortona non ce lo avrò, perché gli unici luoghi in cui si può celebrare sono le chiese cattoliche, ed io sono ateo, come moglie figli nipoti e la quasi totalità degli amici; e lo stesso sarebbe se appartenessi a un altro credo religioso. Entro spessissimo nelle chiese spinto dall’amore per l’arte e la musica sacra e da una certa curiosità antropologica, ma non mi sono mai sentito di appartenere alla comunità dei fedeli.
Qualche anno fa morì un caro amico, non cattolico anche lui, e noi ci riunimmo intorno alla fossa in cui stavano calando la sua bara e cantammo l’Internazionale con le lacrime agli occhi, lo salutammo e ci abbracciammo per condividere il grande dolore che portavamo dentro, ma era primavera e non pioveva, per fortuna.
Penso sia un diritto, purtroppo inalienabile, quello di avere un funerale e la Costituzione garantisce a tutti i cittadini uguali diritti di fronte alla legge, e allora, perché in quasi tutta Italia sono previsti solo funerali cattolici, perché non esistono luoghi pubblici disponibili per funerali non cattolici?
Penso sarebbe una grande e risonante prova di evoluta civiltà politica per la nostra città, se l’Amministrazione risolvesse il problema; costerebbe molto poco, se non niente, mettendo a disposizione qualche sala civica, e quelli come me starebbero più tranquilli; si fa per dire!
Finalmente da anni ci si sposa in Comune, fra amici e parenti, e allora, perché quest’altra cerimonia, che coinvolge gli stessi attori, non viene riconosciuta come “cerimonia pubblica”?
Mi piacerebbe(?) morire a Cortona.