Numerose furono le teorie sulle cause del decesso di Mozart, che cominciarono a diffondersi subito dopo lo spiacevole ed inatteso evento, avvenuto il 5 dicembre 1791 a Vienna. Da quel momento in poi, musicisti, storici e medici si sono cimentati nel cercare di scoprire la verità, senza però giungere a risposte definitive. Possiamo sommariamente raggruppare tutte le tesi in due grandi filoni: il primo, in cui si ritiene che l’artista fosse gravemente ammalato e cosciente della sua condizione, tanto da riconoscere, nelle sue ultime opere, il senso di malinconia ispirato dalla consapevolezza di una morte ormai prossima.
E il secondo, in cui invece si sostiene che fino a circa due settimane prima, nessuno dei familiari e conoscenti dell’artista si sia accorto di una sua possibile malattia, tenendo anche conto che sarebbe stato assai difficile per lui nascondere una condizione di tale gravità. Quello che sappiamo per certo è che, dopo un intenso periodo produttivo, in cui creò opere divenute celebri come Il Flauto magico, La Clemenza di Tito e parti del Requiem, l’artista, di soli trentasei anni, morì improvvisamente e fu seppellito con inusitata rapidità lo stesso giorno del decesso, in una fossa comune di un cimitero tutt’oggi sconosciuto.
Vediamo quali sono, nello specifico, le teorie più accreditate.
TEORIA DELLA MORTE PER AVVELENAMENTO:
Secondo alcuni storici fu la moglie dello stesso Mozart, Constanze, a raccontare che l’artista, alcuni giorni prima del decesso, era depresso e incapace di lavorare e che nell’occasione di una passeggiata al parco, le avrebbe confidato di essere prossimo alla morte. ” So che devo morire, qualcuno mi ha dato dell’acqua tofana ( preparato a base di arsenico, creato dalla madre di Giulia Tofana, storica assassina seriale) “. Secondo quanto da lei riportato, la stessa persona avrebbe persino calcolato la data della morte e gli avrebbe commissionato il Requiem per tale evento ( opera che fu effettivamente richiesta da persona ignota). Il figlio maggiore di Wolfgang, avrebbe affermato in seguito che il corpo del padre appariva gonfio, morbido ed elastico, fenomeno tipico dei cadaveri di persone morte avvelenate. Le voci sul presunto avvelenamento cominciarono pochi giorni dopo la sua morte, alimentate anche dal comportamento bizzarro e provocatorio dell’artista che sempre aveva suscitato dicerie e pettegolezzi. Secondo alcuni sarebbe stato Salieri, il Kappellmeister della corte di Vienna, ad avvelenarlo per invidia. L’ ipotesi fu in seguito scartata perchè priva di fondamento, ma toccò così profondamente Salieri tanto da indurlo a tentare il suicidio.
Sappiamo che Mozart apparteneva all’Ordine degli Illuminati, una setta massonica che si ispirava apertamente all’ateismo. Nel 1791 a Vienna si dette inizio ad una forte repressione politica nei confronti della Massoneria. L’imperatore Leopoldo II aveva deciso di porre fine alla tolleranza nei confronti delle logge dando corso alle bolle papali di condanna. Si cominciò a demonizzare la stessa figura di Mozart, come appartenente a tale realtà iniziatica. Fu accusato di essere un libertino, un giocatore d’azzardo, dedito ad ogni tipo di follie ed eccessi. Il compositore poteva essere stato assassinato in un tale clima di repressione? Avremo mai la possibilità di accertarlo, dal momento che nulla fu fatto per conoscere la verità, nemmeno all’epoca dei fatti?
TEORIA DELLA MORTE NATURALE:
Per quanto riguarda la teoria, meno seguita, della morte naturale, sappiamo che i medici diagnosticarono una febbre miliare acuta, la stessa che, secondo alcune fonti, lo avrebbe costretto a letto negli ultimi suoi giorni di vita. Situazione resa ancora più grave da una forma di nefrite, da cui sarebbe stato affetto. Egli sarebbe quindi deceduto per una serie di concause naturali combinate insieme: una malformazione congenita del tratto uretrale che avrebbe causato la nefrite, un’ epidemia diffusa in quel periodo a Vienna e poi i salassi prescritti dai medici, terapia che all’epoca aveva ucciso diversi malati non gravi. L’insufficienza renale, per lungo tempo latente, sarebbe giunta al suo stadio finale nel novembre 1791 , quando fu costretto a letto con gonfiori alle mani e ai piedi e l’epidemia che infuriava a Vienna a quel tempo avrebbe dato il colpo di grazia al debole corpo del malato. La malattia altamente infettiva fece si che le autorità viennesi ordinassero una sepoltura immediata in una fossa comune. L’alto rischio epidemico sarebbe stata quindi la causa di un seppellimento in tempi brevi, senza alcun cerimoniale, in una fossa comune sconosciuta?
TEORIA DELLA MORTE PER OMICIDIO:
La suggestiva teoria della morte per omicidio, trovererebbe le sue cause nell’ultimo periodo di vita di Mozart: si ritiene che egli avesse, negli ultimi anni di vita, una relazione segreta con Magdalena Hofdemel, sua allieva di pianoforte e moglie del funzionario di corte Franz Hofdemel, amico dell’artista. Dell’intrigo amoroso erano venuti a conoscenza sia la moglie Constanze che il marito della donna, il quale, accecato dall’ira, avrebbe ritenuto opportuno affrontare l’uomo su cui aveva riposto la massima fiducia e dargli una lezione. Con ogni probabilità la discussione sarebbe degenerata e Hofdemel avrebbe infierito con colpi di bastone sull’amico, per punirlo del tradimento a lui inferto. Mozart sarebbe rientrato a casa la sera del 3 dicembre in condizioni disperate. Presentava gonfiore agli arti, ecchimosi ovunque, mal di testa e vomito. Viene subito messo a letto senza avvisare il medico, sperando in una sua ripresa. Nella notte il malato si aggrava, sopravviene un’emiparesi e si manifesta l’emorragia cerebrale causata dal trauma cranico. Solo a questo punto viene chiamato il dottor Closset il quale, ritenendo che non ci fosse più nulla da fare, si presenta la sera, dopo il teatro e prescrive solo degli impacchi di acqua e aceto alle tempie del morente. Egli avverte Van Swieten, ministro di Stato, il quale si muove repentinamente con lo scopo di soffocare lo scandalo. Viene fatta allontanare Constanze e il corpo viene composto in una bara, avvolto in una tunica mortuaria nera con il cappuccio tirato sulla fronte, per non mostrare il capo contuso. La salma viene inumata in un cimitero sconosciuto all’interno di una fossa comune, per impedire future riesumazioni ed a nessuno è data la possibilità di seguire il feretro. Franz Hofdemel che rischiava di essere condannato per omicidio, viene indotto al suicidio per coprire la verità; il suo ultimo atto di ribellione sarà l’aggressione alla moglie che verrà gravemente ferita e rischierà la morte. La stessa donna di fronte alla quale in seguito si rifiuterà di suonare Beethoven; cosa che dimostra come all’epoca si fosse stati a conoscenza dei fatti. Tutti coloro che sapevano come erano andate veramente le cose vennero messi presumibilmente a tacere con lusinghe o con minacce.
Bisogna ammettere che non ci sono basi sicure e scientifiche su cui fondare la ricerca della verità e molte informazioni lasciate trapelare dalla musicologia austro-tedesca si basano su falsità, che ebbero scopi diversi dall’appurare la realtà dei fatti. Troppe sono state le inesattezze e le menzogne architettate per coprire uno scandalo che avrebbe coinvolto le massime personalità imperial-regie del tempo: il defunto Giuseppe II, Leopoldo II, Max Franz di Colonia e l’erede al trono; tanto che per evitarlo, non si esitò a sacrificare la figura di un ministro di Stato come Gottfried Van Swieten, che fu oggetto di calunnie e falsità atte ad evitare che si risalisse più in alto. Van Swieten si occupò di far sparire velocemente il corpo dell’artista, perchè considerato pericoloso per l’immediato e per il futuro. Ma quali sarebbero state le gravi conseguenze che tale scandalo poteva avere sull’establishment asburgico? Innanzi tutto bisogna ricordare che a partire dal 1781, fu l’imperatore Giuseppe II a conferire a Mozart tutti gli incarichi teatrali fino a Il Flauto magico escluso. L’artista era inoltre legato da una profonda amicizia all’arciduca Max Franz ,che era solito far circolare la sua musica teatrale sotto il nome di Mozart, la cui fama era impovvisamente lievitata. Nel 1789 l’imperatore gli aveva anche affidato il completamento dell’ opera Così fan tutte. Egli fu pure nominato successore di L.Hofmann come Kappellmeister di Santo Stefano la più prestigiosa chiesa D’Austria. A Vienna, Giuseppe II e Max Franz erano considerati i protettori dell’artista, a discapito, a volte di altri musicisti che si ritenevano altrettanto meritevoli. Uno scandalo di tale portata avrebbe sicuramente lambito le soglie del trono, intaccandone la rispettabilità. Al geniale Van Swieten sarebbe quindi stata affidata la gestione dell’ ” emergenza” Mozart e lui avrebbe accettato di sacrificarsi per ineludibile necessità. Egli non avrebbe tralasciato alcuna mistificazione per imporre la visione di una morte naturale in seguito ad una malattia letale. Per questo si sarebbe ricorsi a Closset, medico curante di corte, per accertarne la morte.
In merito alla questione, la stessa ricerca Mozartiana è costretta ad ammettere che numerosi sono stati i tentativi di manipolazione, le invenzioni e le reticenze. Le spiegazioni date finora non sono state del tutto esaurienti. Ci auspichiamo che prevalga la volontà ed il coraggio di far luce sugli eventi, a distanza di più di duecento anni dalla morte, magari con la diffusione di documenti celati nel tempo e con il concorso di moderne tecniche di indagine,in grado, si spera, di dare risultati inequivocabili e mettere la parola fine ad ogni ambiguità. Anche se siamo perfettamente consapevoli che la prosaica verità non desta mai lo stesso scalpore della leggenda.
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